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L'ACCADEMIA DI CUCINA
Agroalimentare, educazione alimentazione, cultura della tavola , intersettorialità , filiera corta , tipicità, qualità e giusto prezzo
 
Tutti termini di attualità che pensiamo di aver raccolto per farne il piatto finale del ristorante .
In realtà forse, tali concetti sono sempre stati patrimonio genetico, trasmesso da una famiglia legata alla campagna ; quello che, in noi è certamente evoluto è : la consapevolezza di essere un anello di una catena importantissima che, parte dalla terra, percorre gli allevamenti e le colture , attraversa le prime trasformazioni nei mansi o nelle macellerie, nei frantoi o nelle cantine e giunge alla cucina .
Quindi cosa fare, se non scegliere con semplicità chi condivide lo stesso pensiero?
Da qui il nuovo ristorante , finito il recupero del casolare e della piccola azienda agricola , diventa luogo d’incontro fra coloro che “attentamente” producono e coloro che “attentamente” consumano.
Claudio pertanto, non ha pensato di stilare la lista della spesa ma di scegliere  cosa di meglio avesse intorno e, solo dopo, decidere come armonizzare tutti i sapori e saperi nel suo piatto
E’ partito per primo dalle cose che nella stessa azienda agricola dispone , gli animali dell’Aia  allevati a terra e le verdure dell’orto; solo poi è andato alla scoperta di “complici” che, nelle loro realtà, avessero la stessa animosità;  e da qui:
·        La carne Chianina degli allevamenti San Martino
·        I Fagioli Zolfini della azienda agricola Cesto
·        L’olio del Frantoio Santa Tea
 
Ma  proprio all’inizio del percorso Claudio si è chiesto quale fosse il giusto criterio di scelta e, fra tutte le risposte, come spesso accade, c’era quella naturale, celata dietro il cosa andasse evitato: gli eccessi, frutto del consumismo , le forzature innaturali, dettate da falsi stereotipi culturali e ogni manipolazione richiesta da  logiche commerciali . Quindi la questione era:  rieducare il gusto ed ecco come nasce la Scuola di Cucina e L'accademia. Il cibo come espressione e stile di vita , come valore intrinseco di terra,luce acqua e fuoco. La mission non è tanto quella di imparare ricette ma quella di stimolare la passione del cucinare!! Ed è per questo forse che Claudio  ha iniziato pensando al altri continenti per diffondere quella che per lui, e per fortuna per altri, cultura!! 

THANKS TO BOB SPITZ FOR THE VISIT TO US ALONG HIS TRIP "TROUGH THE GREAT COOKING SCHOOLS OF EUROPE"!!

"For me, on the other hand,everything had changed. You can be sure that Alain Llorca, Frederic Riviere, and Claudio Piantini weren't camped out around my bed, grinning like Dorothy's Kansas pals. Their effect on me had been mighty-and mightly real"  Bob Spitz

EDITORIAL REVIEWS ABOUT BOB SPITZ'S BOOKS

From Publishers Weekly
When Spitz (The Beatles) finds himself at a convergence of personal and professional crossroads, he finally decides to take a long anticipated trip to Europe to learn to cook, with an itinerary of placements across France and Italy that he hopes will bring a sense of soul into an earnest but uneducated attraction to braises and sautés. The trip begins with Spitz as the first and only trial client of the Robert Ash Cookery School in southern Burgundy, an experience that proves positive. With a soufflé, he saves the honor of the stern taskmistress at one school and he perfects his quenelles at another in Cannes. Although Spitz pins his culinary adventure to a personal story arc involving his on-again-off-again relationship with a woman in New York, this mixed grill of a book isn't quite as entertaining as it might have been. The author works hard at being earnest and honest about his personal shortcomings as well as his culinary misadventures, but one frequently gets the sense that he was more focused on cooking than life experience. With recipes and b&w photos. (May)
Copyright © Reed Business Information, a division of Reed Elsevier Inc. All rights reserved.

From School Library Journal
Prompted by a midlife crisis of sorts, Spitz, music journalist and author of the best-selling The Beatles, flees to France and Italy to forget his troubles and pursue his dream to cook alongside master chefs. His chronicle has shades of an American-in-Europe travelog, best exemplified by such writers as M.F.K. Fisher, Frances Mayes, and Peter Mayle. Spitz's journey includes encounters with temperamental chefs and local personalities as well as subtle glimpses about him and his progress from amateur chef to seasoned cook. While his life story and culinary adventures and mishaps are mostly engaging, one wishes that Spitz would have revealed more of his personal transformation and less of his culinary exploits. Standard recipes and black-and-white photos are included in each chapter. Recommended for large public libraries.—Christine Holmes, San Jose State Univ. Lib., CA
Copyright © Reed Business Information, a division of Reed Elsevier Inc. All rights reserved.

Claudio : "In primo luogo devo dire grazie a mio Nonno il primo che mi abbia fatto capire quali effetti producessero gli aromi del cibo e cosa volesse dire Cucina , poi molti altri :
a tutti i magnifici Ospiti , a chi ci conosce e a tutte le splendide persone  che ho avuto il piacere di conoscere , oltre le porte della nostra cucina
La finalità è quella di offrire un sincero ringraziamento per l’apporto che ognuno di Voi ha lasciato, con il suo palato, con la professionalità espressa, con le sue emozioni , come più prestigioso condimento delle nostre ricette 
 

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