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Itinerari guidati nel Mugello e nel Casentino |
I Viaggi Del Gusto |
VIAGGIA LA TOSCANA : IL MUGELLO E CASENTINO
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L'italia è un museo a cielo aperto, terra di arte, storia e enogatronomia ...ma conoscerla non è sempre semplice, per questo il nostro obbiettivo è quello di organizzare il vostro "itinerario ideale", un itinerario dove le tappe diventeranno occasione di vera conoscenza
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| MUGELLO E CASENTINO |
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Pievi e castelli Il Casentino è terra medievale e dall’anno 1000 a metà XV secolo ha espresso il suo massimo splendore politico, architettonico, artistico e, relazionato ai tempi, economico. Il Mugello e terra dei Medici, Terra di artisti, disegnata con cura e coltivata con amore, è terra desiderata il Mugello, e non potrebbe essere altrimenti. Circondata da querci e castagni e difesa dall'Appennino ha in tutto la morbidezza tipica del paesaggio toscano; ne ha l'atmosfera, ne ha i colori
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| AREZZO |
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Posto alla confluenza di tre delle quattro vallate racchiuse nella provincia di Arezzo, il territorio aretino è circondato a nord dal Casentino, la valle attraversata dal primo tratto dell’Arno, terra di eremi e pievi e di grande spiritualità; a nord-ovest dal Valdarno Superiore, zona sempre percorsa dal fiume più importante della Toscana nel tratto fra Arezzo e Firenze, a sud dalla Val di Chiana, una pianura ricavata dalla bonifica di preesistenti paludi il cui più significativo corso d'acqua è il canale maestro della Chiana e, infine, ad est - tramite l'agevole valico del Torrino e la valle del Cerfone – dalla Valtiberina, in cui scorre il primo tratto del Tevere.I comuni confinanti sono diversi: sul lato Val di Chiana ci sono Civitella in Val di Chiana e Castiglion Fiorentino,Cortona, Monte San Savino e Marciano della Chiana; sul lato del Valdarno superiore abbiamo Laterina e Castiglion Fibocchi; sul lato del Casentino Capolona e Subbiano; sul lato della Valtiberina Anghiari e Monterchi. Arezzo è una città straordinariamente antica, più vecchia di Alessandria d’Egitto. Fu una delle Mayri lucumonie etrusche e successivamente città romana d'importanza strategica. Fu centro di fiorenti attività economiche, e ricco di pregevoli monumenti fra i quali ricordiamo l'Anfiteatro con i suoi cospicui resti. Rinomate furono le sue fonderie e le fabbriche artistiche di vasi a vernice rossa (detti vasi corallini) la cui tecnica si diffuse in tutto il mondo romano. Nel Medioevo Arezzo fu libero comune in cui spesso prevalsero gli interessi della parte ghibellina, in antagonismo con la vicina Firenze. Dopo la rotta di Campaldino (1289), la sua fortuna venne compromessa e, nonostante una certa ripresa sotto i Tarlati, finì per soccombere e divenne dominio fiorentino (1384). Come tale entrò a far parte, con il resto della Toscana, del granducato mediceo.Pochi altri territori in Italia possono offrire un patrimonio naturalistico ambientale e culturale così vasto in un’area così piccola. Gli affreschi di Piero della Francesca nel Duomo valgono da soli una visita nella città. Ma anche il cuore del borgo medievale racconta le grandi stagioni dell’arte e dell’architettura aretina. Accanto alle torri medievali, si ergono l'imponente Loggiato Vasariano, il Palazzo della Fraternita dei Laici, sintesi di architettura gotica e rinascimentale e l'abside della Pieve di Santa Maria. Nella Basilica di San Domenico si conserva la croce dipinta di Cimabue, opera giovanile dell'artista. Molte altre chiese e palazzi testimoniano con la loro bellezza e la loro originalità stilistica la civiltà aretina e la sua importanza nelle varie epoche storiche
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| CASENTINO |
Terra di boschi infiniti e di monumenti della fede, di silenzi profondi e di rivoluzioni dell'anima. Questa valle parla il linguaggio della meditazione e del raccoglimento. Qui vincono i colori, dominano le atmosfere, sono le sacre foreste che vi parlano e vi abbracciano. E non è possibile resistere. La spiritualità affiora dalla profondità, così, naturalmente.È quasi commovente. Proverete emozioni senza capire da dove provengono, comunicherete senza che una parola esca dalle vostre labbra, vi sentirete ricchi come mai avreste pensato di essere.I monaci lo compresero bene prendendosi cura dei boschi e fin dal Medioevo stabilirono la regola fondamentale: chiunque avesse tagliato una pianta avrebbe subito penitenza. Avvolti nelle foreste sono appunto i luoghi della fede come l'Eremo di Camaldoli e il Santuario della Verna, dove Francesco ricevette le stimmate, e da dove si può ammirare un panorama stupendo con l'Arno a segnare la valle.Quanta Toscana c'è nel Casentino. C'è Dante con i tanti versi che la ricordano, l'Arno, che nasce da qui e che lambisce con le sue acque i suoi paesi, la battaglia di Campaldino tra guelfi e ghibellini, i castelli medievali e i signori, i contadini a faticare nei poderi, i taglialegna a lavorare nei boschi. Non è poi così difficile immaginare quel passato, in questo tentativo verrete aiutati dalla integrità del paesaggio, dalla persistenza di tradizioni popolari e anche da specialità della cucina come la scottiglia e i tortelli di patate. Sapori caratteristici da gustare, antichi racconti da ascoltare, da condividere con gli abitanti di queste terre da sempre accoglienti e amichevoli. Il Casentino è l’Alta Valle dell’Arno racchiusa ad est dai monti de La Verna, di Camaldoli e dell’Alpe di Catenaia, ad ovest dalla catena del Pratomagno.Attraversata interamente dal fiume Arno, la valle è ricca di boschi di castagni, faggi, querce e abeti, alberi che sono patrimonio naturalistico del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e che caratterizzano particolarmente due luoghi cari alla spiritualità: Camaldoli con l’Eremo e il Monastero e, nel comune di Chiusi della Verna, il Santuario de La Verna dove San Francesco ricevette le stimmate. La storia di questa valle è strettamente legata ai Conti Guidi di Poppi che costruirono castelli nella stessa località, così come a Romena, Porciano, Montemignaio, Castel San Niccolò.Interessanti sono la pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, la chiesa di San Lorenzo con terrecotte robbiane, l’Oratorio delle Sacre Stimmate e piazza Tarlati con la torre, Ortignano Raggiolo con una bella pieve romanica e un Museo della castagna. Poco oltre Poppi con il suo imponente castello e il suo centro storico con l’Oratorio della Madonna del Morbo e l’abbazia di San Fedele. Castel San Niccolò e Montemignaio sono due particolari esempi di borghi arroccati edificati intorno a castelli, ancora oggi visitabili. Pratovecchio, borgo natale di Paolo Uccello è raccolto intorno alla piazza centrale nella quale si affaccia la Propositura. Poco lontano la pieve di San Pietro a Romena e il castello di Romena. L’ultimo paese del Casentino è Stia, dalla caratteristica architettura a portici disposti lungo la via centrale. Sulla piazza è l’elegante pieve di Santa Maria Assunta che custodisce opere di straordinaria bellezza. Adagiata sulla collina è l’imponente torre del castello di Porciano.Terra questa di antiche tradizioni che ancora oggi rimangono nell'artigianato: il "panno casentinese", tessuto di lana dai colori brillanti come l'arancione e il verde bottiglia, il ferro battuto e la pietra lavorata. La gastronomia offre piatti semplici: piatti di pastori che ricordano la transumanza (la scottiglia o l'acquacotta), piatti contadini come i tortelli di patate e poi ancora formaggi, prosciutto, miele e castagne, tutti oggi utilizzati per far gustare ai visitatori delle ottime portate |
| VALLOMBROSA |
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| SUGGERIMENTI |
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A due passi da Firenze, immersa nel verde delle foreste secolari, si trova Vallombrosa. Un paradiso naturale eletto nell’XI secolo dai monaci benedettini come rifugio dal mondo, Vallombrosa conserva intatto il fascino e la quiete di allora.La foresta di Vallombrosa, fatta di abeti bianchi e faggi, è stata curata nel corso dei secoli dai monaci benedettini, che rivendevano il legname e traevano così le risorse necessarie per mantenere l’Abbazia.L’Abbazia infatti si trova proprio nel cuore della foresta di Vallombrosa, circondata dagli abeti, che in passato venivano chiamati con il nome dell’abate che le aveva piantate. I luoghi cari alla tradizione dei monaci sono la "Scalinata del Calvario" che dall'Abbazia conduce al Paradisino e il Faggio Santo, un albero che secondo la tradizione protesse San Giovanni Gualberto, fondatore dell’Ordine Vallombrosano.Un luogo incantato dove passeggiare nei boschi, seguendo i numerosi itinerari che solcano la valle, o ammirare i tesori conservati nel Museo d’Arte Sacra dell’Abbazia
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| MUGELLO |
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Terra di artisti, disegnata con cura e coltivata con amore, è terra desiderata il Mugello, e non potrebbe essere altrimenti. Circondata da querci e castagni e difesa dall'Appennino ha in tutto la morbidezza tipica del paesaggio toscano; ne ha l'atmosfera, ne ha i colori. Un paesaggio di colori straordinari fonte di ispirazione di pittori e artisti; case coloniche da cartolina - sogno di tanti cittadini alla ricerca di sapori e tempi perduti - emergono come continuazione di un declivo, come la più naturale presenza su una collina.Un'architettura spontanea che è sapere innato, rispetto della terra, armonia delle forme. Il Mugello è terra di sfumature e atmosfere ovattate dalla nebbia, non ama i toni forti,le asprezze, i contrasti.È come dire che il bello è nel codice genetico di questi luoghi, di questa gente. Qui son nati toscani illustri: Giotto, il Beato Angelico, e anche Andrea del Castagno è di queste parti.
Da queste terre ha origine la famiglia de' Medici, e sono molti i segni lasciati da questi potenti Signori. Chiamarono importanti architetti, come Michelozzo, a disegnare e a modificare castelli per trasformarli in accoglienti dimore, ne sono un esempio la villa di Cafaggiolo e il castello di Trebbio con la sua torre ed il suo giardino all'italiana.
Potete scoprire le antiche strade dell'Appennino, tortuose ed aspre. Concedetevi il lusso di un paesaggio imponente e maestoso, facendo soste opportune, senza fretta, magari fermatevi a cercare il Marron Buono o i funghi porcini dal sapore inconfondibile. Anche percorrendo un'antica strada ferrata viaggerete alla scoperta di atmosfere dimenticate, con campi di grano e olivi che vi accompagnano per un tratto per poi lasciare spazio ad un panorama quasi alpino, l'Alto Mugello con castagneti e faggete.
Paesaggio ameno, gente affabile, cucina genuina, vino buono, in più c'è una grande tradizione artigianale, come i ferri taglienti di Scarperia, o gli scalpellini di pietra serena dell'Alto Mugello.Altri esempi di abilità manuale che si fa arte, un altro modo per ricordare da dove veniamo, altri motivi per rinnovare e alimentare il mondo in cui viviamo.
Il viaggiatore potrà come Il Magnifico allontanarsi dallo stress della città e della vita quotidiana approfittando dell'ospitalità offerta nelle fresche case coloniche restaurate con gusto mirabile, nei borghetti prima abbandonati e ora tornati a nuova vita, nelle ville e palazzi dove hanno dimorato nobili famiglie fiorentine. Il viaggiatore potrà calcare a piedi, in bicicletta, a cavallo i resti di una viabilità che ignorava la ruota oppure praticare il golf, la canoa, il tiro con l'arco, la pesca sportiva per godere appieno del proprio tempo libero.
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| ALCUNE SISTEMAZIONI DA NOI SELEZIONATE |
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SONO SOLO ALCUNI ESEMPI
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Villa Baldelli |
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Villa le Maschere |
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Torre Santa Flora |
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Villa Campestri |
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Hotel Patio |
MOLTE SONO LE SOLUZIONI CHE ABBIAMO SELEZIONATO PER SODDISFARE LE MOLTEPLICI ESIGENZE PERTANTO VI INSERIREMO NEL VIAGGIO CHE CI RICHIEDERETE LE ALTERNATIVE CHE RITENIAMO SIANO LE MIGLIORI PER VOI SULLA BASE DELLE VOSTRE INFORMAZIONI
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