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Tour Operator :: TOUR GIORNALIERI :: * TOSCANA :: Siena e Valdorcia
siena panoramicaTour Guidati a Siena e nella  Val D'Orcia
I Viaggi Del Gusto

Araldo Chigi di SienaVIAGGIA LA TOSCANA : SIENA E LA VALDORCIA

 L'italia è un museo a cielo aperto, terra di arte, storia e enogatronomia ...ma conoscerla non è sempre semplice, per questo il nostro obbiettivo è quello di organizzare il vostro "itinerario ideale", un itinerario dove le tappe diventeranno occasione di vera conoscenza

SIENA E LA VALDORCIA, LE CRETE E LA VAL D'ELSA

La Val d’Orcia, lo stesso paesaggio che affascinò i grandi pittori senesi dell’evo antico e del Rinascimento e gli scrittori sentimentali del Viaggio inglesi,tedeschi,Francesi

DOVE DORMIRE
SIENA

Ecco Siena passionale e contemplativa, sempre in salita e sempre in discesa, limpida e oscura. Dai chiassi più ripidi e stretti, il rosso della Piazza del Campo si affaccia accecante e improvviso. Nei vicoli, nei musei e negli oratori di Contrada dove in Festa di Palio i canti propriziatori evocano riti antichissimi e moderne allegorie, mentre lo scalpiccio delle suole sul selciato deserto, la sera, fa da contrappunto alla quiete delle vallate verdi previdentemente racchiuse dagli antichi amministratori, con secoli di anticipo sui tempi, entro le mura. Il Duomo e lo straordinario panorama dal Facciatone. Siena, ovvero, la qualità della vita fatta città. Il primo Comune d' Europa a chiudere il suo centro al traffico già nel 1966. Siena, luogo internazionale di cultura, che vanta una Università "giovane" di 750 anni ed ospita Istituzioni di prestigio quali l'Accademia Musicale Chigiana, l'Università per Stranieri, l'Accademia dei Fisiocritici e quella degli Intronati. La città dove ogni pietra è rimasta immutata nei secoli, dove si respira un' atmosfera che non è possibile trovare altrove, perchè il suo popolo ha conservato vive le tradizioni dei padri, come quelle legate alla festa del Palio, rinnovandole ogni anno con immutata forza ed entusiasmo.Siena, di origine etrusca, è stata colonia romana con il nome di Sena Julia; la sua massima importanza l'ha avuta nel medioevo, prima sottomessa dai Longobardi e poi passata sotto il dominio Carolingio. Dopo un lungo periodo di dominio episcopale (dal 9° all' 11° secolo) la città raggiunse il suo massimo splendore dopo essere divenuto un Comune autonomo (1147), adottando una politica espansionistica nei confronti dei territori limitrofi. Il confronto con Firenze divenne inevitabile e la guerra durò, con varie vicissitudini, fino al 1555, quando dopo un lungo assedio, Siena fu conquistata dai fiorentini, perdendo così la propria autonomia e diventando parte del Granducato di Toscana, condividendone le sorti fino all'unificazione dell'Italia (1861

VAL D'ELSA
Difficilmente in un'altra parte d’Italia la storia è d’attualità come in Val d’Elsa, non
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solo per le architetture che residuano intatte in almeno tre luoghi cospicui: San Gimignano, Monteriggioni e Colle. In Val d’Elsa la storia è un libro vivo, sfogliarne le pagine è ragionare con la gente, è inebriarsi dei profumi, è satollarsi dei sapori, è incantarsi dei paesaggi.
Vi sono due luoghi dove questo contatto spazio-temporale a ritroso è più percepibile, perché forse meno eclatanti sono le architetture: Casole e Radicondoli che respirano ancora dei tempi naturali del contado. Hanno mura e “chiassi”, ville romane e dimore campestri, hanno soprattutto un interiore metronomo che è il ritmo della tradizione.
Resta Poggibonsi. Lì la storia gioca a “rimpiattino” perché questa è tra le città valdensi quella che probabilmente ha la vicenda più antica e complessa, ma di contro vi risiede ed è visibilissima la storia recente di questo territorio. È qui che il “progresso” s’innesta sul consolidato determinarsi della Val d’Elsa.Ci vorrebbero il vanghetto dell’archeologo, la lente dell’antropologo, il taccuino dello storico, la fotocamera dello storico dell’arte, e poi ancora le papille del gastronomo, le statistiche del sociologo, le introspezioni dello psicologo e le tabelle dell’economista per comprenderne con il rigore dello studio le molteplici anime. A noi pare però che uno strumento serva su tutti: l’umana disponibilità a farsi permeare.
VAL D'ORCIA
Nel cuore della Terra di Siena c’è un paesaggio perfetto, essenziale. Lo
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compongono le colline, i calanchi, il corso sinuoso del fiume, i cipressi che coronano isolati le alture o che seguono, in ordinati filari, l’andamento delle strade.
Sui colli, borghi e monumenti isolati di straordinario fascino sorvegliano boschi di querce, oliveti, i vigneti dove si producono il Brunello e gli altri grandi vini di questa parte di Toscana. A occidente chiude il paesaggio il Monte Amiata, il più alto vulcano spento d’Italia. Il fiume che ha dato il nome alla Val d'Orcia è poco più di un torrentello: per buona parte dell’anno si prosciuga o quasi con la calura dell’estate, ma, con le piogge dell’autunno, diventa un fiume impetuoso che sembra voler travolgere ogni cosa; nasce sui colli, tra Radicofani e Sarteano, scende al centro di un’ampia conca coltivata, poi piega progressivamente a occidente, sfiora i colli di Pienza, San Quirico, Montalcino e Castiglione; schiva l’Amiata sprofondando in una forra selvaggia, prosegue tra le colline dell’alta Maremma; infine si getta nell’Ombrone. L’acqua, naturalmente, non è solo quella dell’Orcia e dei suoi affluenti. A Bagno Vignoni come a Bagni San Filippo, le acque termali che salgono dal cuore del vulcano tornano alla luce con prepotenza, formano concrezioni di rara bellezza, offrono benessere e salute, da millenni, a un pubblico che arriva anche da molto lontano.
LE CRETE SENESI
Un viaggio nelle Crete Senesi ha il sapore di un sogno con occhi vigili e piedi
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per terra; sì perché le crete costituiscono “anatomicamente” l’anima impalpabile di un corpo affascinante che si esprime talvolta con le forme scolpite di una statua greca, altre volte con le curve di una sirena tentatrice.
Le Crete dunque come un viaggio dell’anima, un itinerario di scoperta da percorrere con lo stesso spirito dei viaggiatori del Grand Tour, senza inseguire tanto mitiche quanto inutili mete. Navigando tra le onde di terra delle crete ognuno di noi troverà luoghi che “parlano” col respiro del vento e con la magia di luci imprevedibili.
Non ci sono icone come piazze, cattedrali, castelli che identificano questo territorio ma solo intimi angoli come quel cipresso, un vecchio podere, la curva di quella strada bianca, la finestra di quel bed & breakfast; oppure sensazioni forti, come il profumo di pecorino che impregna gli scaffali di un piccolo negozio di alimentari, il calore rilassante delle acque termali, la mistica semplicità di un piccola pieve romanica.
Il paesaggio delle Crete è il trionfo dell’essenzialità e dell’armonia, è un’immagine senza tempo, un quadro in cui si fondono le forme di un graffite etrusco e un segno d’arte moderna. E’ un’armonia che ti entra dentro e ha il potere di riequilibrare le energie: emozioni e sensazioni si trasformano e si dilatano nella calma dello spazio.
ALCUNE SISTEMAZIONI DA NOI SELEZIONATE
   Palazzo Ravizza
    La Collegiata
   Castelletto di Montebenichi
   Campo Regio Relais
   Hotelito Lupaia

MOLTE SONO LE SOLUZIONI CHE ABBIAMO SELEZIONATO PER SODDISFARE LE MOLTEPLICI ESIGENZE PERTANTO VI INSERIREMO NEL VIAGGIO CHE CI RICHIEDERETE LE ALTERNATIVE CHE RITENIAMO SIANO LE MIGLIORI PER VOI SULLA BASE DELLE VOSTRE INFORMAZIONI

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