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I VIAGGI DEL GUSTO - Viaggi esperienziali :: EMOZIONI DI UN GIORNO REGIONE PER REGIONE :: * EMILIA ROMAGNA
I Viaggi Del Gusto UNDER THE TUSCAN SUN

trabOcchiEMILIA ROMAGNA DA NON PERDERE

  • FERRARA E GLI ESTENSI
  • BOLOGNA ED I SUOI TESORI
  • MODENA I DUE GIOIELLI : FERRARI ED ACETO BALSAMICO
  • PARMA E LE STRADE DEL GUSTO
TUTTI I TOUR GUIDATI : L' EMILIA ROMAGNA COME LA DESIDERI
 
 EMILIA ROMAGNA TERRE DI MOTORI E CIBO : ANTICHE TRADIZIONI E CITTA' VITALI   
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01/01/2010 16:14:50
Accompagnati dal nostro Italian lifestyle tutor per l'evocativo viaggio sulle note dell'opera partendo dalla scoperta dei luoghi di Verdi ed dei suoi sapori per finire a quelli di Toscanini ed i suoi suoni
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ESPERIENZE
BOLOGNA
BOLOGNA
 
BOLOGNA: FRA ACQUA E CIBO..I CAMPANILI [......]
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FERRARA
ESPERIENZE
FERRARA E COMACCHIO
 
FERRARA  E DELIZIE ESTENSI FRA TERRE ED ACQUA [......]
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PARMA
ESPERIENZE
CASTELLI PARMA
 
PARMA E DUCATO A 5 SENSI CON UNICHE NOTE [......]
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LE CITTA' 

BOLOGNA LA SUA CAPITALE  

Capoluogo della Regione, Bologna è una prestigiosa città d’arte, di cultura e commercio. Dal 2006 si fregia anche del titolo "Città della Musica UNESCO".Il centro storico medievale, fra i meglio conservati in Europa, vanta la presenza di numerose torri disseminate fra le scenografiche file di portici, canali e sfarzose dimore storiche, quali il Palazzo dell’Archiginnasio, sede dell’antica Università, la prima Università d`Europa che, già nel 13° secolo, vantava una docente femminile, Bettisia Gozzadini.Il notevole patrimonio artistico arrichisce numerosi musei, gallerie e importanti chiese. Infatti, Bologna è città di grandi artisti: Giorgio Morandi, Guido Reni, i Carracci, Guercino, Aspertini, per citarne solo alcuni, ma è anche la città legata a tantissimi personaggi illustri tra i quali Wagner, Mozart, Carducci, Petrarca, Dante, Rossini, Leopardi ed il celeberrimo Nobel per la Fisica, Guglielmo Marconi.La Cineteca di fama mondiale, orgoglio della città, un vero e proprio patrimonio dell’audiovisivo, ospita l’intero archivio professionale e privato di Charlie Chaplin.

Tra i vanti della città anche l`enogastronomia: mortadella, tortellini, lasagne, "il ragù alla Bolognese", sono solo alcuni dei prodotti che hanno reso Bologna famosa nel mondo insieme ai "motori" firmati Ducati, Lamborghini o Malaguti.Il polo fieristico, di rilievo europeo per numero di esposizioni, conferma il ruolo commerciale di primo piano della città. In Pianura ci sono gioielli come San Giovanni in Persiceto con architetture di sapore rinascimentale e barocco. La prima cosa da vedere è sicuramente la Collegiata di S. Giovanni Battista di Paolo Maria Canali, costruita alla fine del Seicento, sull'antica chiesa romanica che ha dato il nome al paese. Al suo interno offre una sfilata di quadri meravigliosi di artisti come il Guercino, Francesco Albani, Ercole Graziani e Ubaldo Gandolfi.  E chi se lo aspetterebbe mai, facendo una quieta e rilassata passeggiata nella Bassa, a est della Via Emilia, di intercettare luoghi come Pieve di Cento con una Rocca trecentesca, vicino alla piazza con il pozzo delle catene, che ospita il museo civico e che è stata disegnata dallo stesso progettista di San Petronio? E poi ancora, Brudrio che in certe sere di nebbia fitta sembra un paese incantato, sospeso nel nulla, invece è più solido che mai. Nel suo centro storico conserva molte tracce dello splendore vissuto nel corso dei secoli. Basta vedere il bel Palazzo Boriani dalla Noce. O le sue chiese barocche: un nome per tutti, quella di San Lorenzo. Budrio è una piccola città d'arte con una Pinacoteca Civica, un Museo Archeologico, ma soprattutto un vivacissimo Teatro Consorziale che richiama spettatori da tutta la provincia.Piccoli posti, ma di grande charme medioevale, sono poi Medicina (si chiama così perché si verificarono guarigioni miracolose) e Castel Guelfo. Qui il nucleo antico del paese è un vero e proprio maniero classico, con mura e torrioni rotondi e merlati, tanto ben conservato che se un cavaliere passasse per strada sembrerebbe una cosa assolutamente normale. La stessa sensazione che si prova a Castel del Rio, arrampicato in un ambiente aspro e suggestivo sull'Appennino imolese verso la Toscana: ha ancora tutta l'aria dello splendido feudo che fu. Nel comprensorio imolese ci sono almeno altre tre gemme: Castel San Pietro, Dozza e Imola. E quanto a fortezze bisognerebbe proprio andare a vedere Minerbio (chiamato così dai romani perché luogo sacro a Minerva), con la signorile rocca, il Palazzo degli Isolani, il Castello di S. Martino e le vie del borgo visconteo. Insomma, storie e suggestioni di principi, dame, artisti e santi.Ma come viveva la gente comune? Fra tanti musei, due sono un po' particolari: sono quello della Civiltà contadina a San Marino di Bentivoglio e il museo dei burattini più piccolo del mondo a Crevalcore.E infine un ultima curiosità, che diffi cilmente viene citata: il piccolissimo borgo di Selva Malvezzi a Molinella. È un villaggio seicentesco quasi intatto, le case e l'antica farmacia aggregate intorno all'antico Palazzo del Governatore

FERRARA E IL DELTA DEL PO  

Ferrara è un viaggio all'interno dei luminosi percorsi che dal Medioevo portano al più elevato Rinascimento. Una città raffinata, aristocratica, perfettamente conservata, dall'eleganza spontanea, incastonata di perle di architettura e opere d'arte. 

Ferrara è capitale del Rinascimento, l'epoca dello splendore della corte degli Estensi, che ha lasciato segni incancellabili ovunque, come il lungimirante progetto dell'Addizione Erculea, il Castello Estense e i grande ciclo di affreschi di Palazzo Schifanoia. I numerosi giardini ne fanno una delle città più verdi d'Europa, mentre il cinema, la letteratura, le mostre d'arte, il teatro, l'università mantengono sempre viva questa città.

Dal 1995 il Centro storico di Ferrara è stato inserito dall'UNESCO nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità e dal 1999 il riconoscimento è stato esteso al territorio del Delta del Po e alle Delizie, le antiche residenze estensi

II Delta del Po è un territorio costruito, nel corso dei millenni, dai sedimenti depositati dal nostro più grande fiume e ridistribuiti dall'azione del mare e del vento. L'uomo, nel tempo, ha assunto nell’evoluzione del Delta un ruolo sempre Mayre, fino a divenirne il protagonista quando, quattro secoli fa, ha realizzato il taglio di Porto Viro, dal quale ha preso origine il Delta Moderno. Oggi il suo compito è far riemergere, storia e natura di questo territorio, divenendone il custode. Dalle colture del Riso, agli allevamenti lacustri, alle saline ed ovviamente all' Architettura polinesine .Attenzione prima di pensare che il bello del territorio ferrarese consista tutto nel Delta del Po. Il parco regionale, con i suoi specchi di acqua, le immense pinete, la sua luce cangiante, è uno spettacolo della natura (incontaminata) davvero superbo. Ma basta prendere l'auto (o la bicicletta) e uscire dalla città per incontrare pievi benedettine, emergenze archeologiche,castelli,antiche dimore dichiarate dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità .L'Abbazia di Pomposa : il capolavoro d'arte romanica e bizantina, Pomposa si annuncia in lontananza con il suo svettante campanile e il viaggiatore si stupisce dei magnifici colori che contiene, quasi avesse scoperto un giardino fiorito nascosto sotto mattoni secolari. Comacchio, basta immaginarsi una piccola Venezia, attraversata da una rete di canali su cui si affacciano casette dai toni pastello, con ponti seicenteschi che collegano i quartieri. L'immancabile rito di ogni turista è salire le scalinate del famoso Trepponti del 1634.Una cosa che invece pochissimi fanno è inoltrarsi dentro il Municipio: davanti all'ufficio del sindaco sono esposti dei costumi di Carnevale realizzati dal pittore Remo Brindisi. A proposito di Brindisi nella vicina Lido di Spina c'è il museo a lui dedicato. La sede è l'avveniristica villa dell'artista (scomparso nel 1996), un edificio a pianta libera con corridoi circolari e una scala a spirale. Un altro museo, ma in questo caso archeologico e di rilevanza internazionale, è quello della Nave Romana. Passeggiando lungo il Loggiato dei Cappuccini, si incontrerà un museo tutto particolare, la Manifattura dei Marinati, che con i suoi dodici camini, gli spiedi, i barili, le antiche strutture, racconta la storia di quella che è da sempre la principale attività produttiva di Comacchio. Pochi chilometri a sud si estendono le Valli di Comacchio, un comprensorio di specchi d'acqua, dossi e saline che rappresentano ciò che resta dell'immensa laguna da cui Comacchio era circondata. Più all'interno c'è Argenta e l'oasi naturalistica di Campotto. Merita una visita Cento, con i suoi portici seicenteschi. L'elegante cittadina diede i natali al Guercino, i cui capolavori sono conservati alla Pinacoteca Civica. Un castello "in miniatura" si trova a Gimbulaga di Porto Meyre: è la Delizia del Verginese (“Delizie” erano chiamate le residenze di vacanze e feste degli Estensi). Il complesso fu donato da Alfonso d'Este all'amata Laura Dianti. Il Verginese è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, così come le altre Delizie, tra cui il Castello del Belriguardo a Voghiera, la più ricca e sontuosa delle residenze dei duchi d'Este, tale da essere soprannominata "la Versailles degli Estensi".

MODENA MOTORI E SAPORI

Modena fu una fiorente città romana sulla quale, al decadere dell'Impero, ebbero forti influenze la Chiesa e la nobile famiglia dei Canossa. Tra il X e il XII secolo venne messa in opera una serie di edificazioni sulla Piazza Grande, dove vennero costruiti la residenza del vescovo, il Palazzo Comunale, una serie di abitazioni e di edifici municipali e commerciali e il Duomo che, con la sua fitta trama di riferimenti alla cultura romana, è espressione esemplare del romanico padano, frutto dell'attività congiunta dell'architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo. 

La Cattedrale con il suo ricchissimo apparato scultoreo rappresenta un nuovo linguaggio figurativo e insieme alla torre campanaria, meglio nota come Ghirlandina e a tutto il complesso della Piazza Grande è espressione concreta del nascente regime comunale e dell'innovativo ruolo centrale degli artisti, non più meri esecutori all'ombra di celebri committenti ma finalmente attivi protagonisti del panorama culturale e urbanistico dell'epoca

Pur conservando l’eleganza del passato, la città ha saputo mantenere la sua radice popolare che si manifesta sia nel culto enogastronomico - zampone, tortellini e lambrusco ovunque - sia nella passione per i motori. Modena poi è da sempre terra di motori. Qui nacquero la Ferrari, la Maserati, la De Tomaso e la Lamborghini, sinonimi di prestigio internazionale. Nel centro di Nonantola, per esempio, vi attende l'abbazia benedettina (VIII sec.) dedicata a San Silvestro; a Viligelmo e alla sua scuola si devono le sculture che dominano il portale.All'interno, nel medioevo, i monaci scrivevano e ricopiavano i celeberrimi codici miniati. Oggi nel Museo benedettino nonantolano sono custoditi pezzi unici al mondo: pergamene e oggetti appartenuti a Carlo Magno, Matilde di Canossa, Ottone I, Federico Barbarossa.Una curiosità raccontata da poche guide è che in questa zona sopravvive una delle ultime forme di proprietà collettiva medioevali: le "partecipanze emiliane". Sono grandi fondi, posseduti collettivamente da diverse famiglie, le cui porzioni sono periodicamente ripartite con un sorteggio fra gli eredi maschi; solo a Nonantola gli aventi diritto sono 3.000 sui 12.000 abitanti. Per il resto, visto il fastoso passato del territorio, è ovvio aspettarsi la presenza di rocche e castelli. Fra i manieri più belli quello diVignola , una rocca medioevale trasformata dai Contrari, alleati di ferro degli Estensi, in residenza nobiliare, incredibilmente conservata, con torri, ponti levatoi, fossato, ma anche affreschi.Salendo in Appennino, ecco lo straordinario insieme formato dal Castello altomedioevale di Montecuccolo, dal Borgo della Pieve di Renno con una singolare fusione di influssi longobardi, bizantini e francesi. Oltre ventotto stanze una diversa dall'altra, lusso, sfarzo, decorazioni: è il Palazzo Ducale di Sassuolo, puro stile barocco emiliano, scelto da Francesco I d'Este come luogo di villeggiatura e di svago. Oggi il pubblico può entrare nella dimora dell'antica famiglia regnante modenese e perdersi fra gli appartamenti del Duca, il Salone delle Guardie, l'Appartamento Stuccato o quello della Duchessa e ammirare l'opera di Bartolomeo Avanzini e Jean Boulanger.Un'altra scenografica villa barocca è Villa Sorra, sulla Via Romea Nonantolana, circondata da un grande parco settecentesco e un laghetto, e al cui corpo principale sono annessi altri edifi ci come le scuderie, l'aranceria e la ghiacciaia.Quanto a musei, ogni paesino ha un piccolo tesoro da mostrare. Qui segnaliamo soltanto la mitica Galleria Ferrari a Maranello, con la sfi lata delle Rosse più sognate del mondo, e il toccante Museo del Deportato a Carpi, città con il turrito Castello del Pio.E poteva mancare un museo dell'Aceto Balsamico Tradizionale? È a Spilamberto, dove si sfrutta la visita anche per vedere il castello, antico punto di vedetta sulla valle del Panaro.

PARMA E LA MUSICA

Rinomata per l`arte, la musica e la qualità della vita, con un centro storico sviluppatosi intorno all`antica Piazza Grande, oggi Piazza Garibaldi, Parma è una città elegante, aperta e ospitale. Fondata nel 183 a.C., intorno al 1140 vide la costituzione del Comune, seguito dai domini dei Farnese, dei Borboni e dal Ducato di Maria Luigia d`Austria. Tra le testimonianze del passato, spiccano la Cattedrale romanica, il Battistero, in marmo rosa di Verona, l`imponente Palazzo Pilotta e il neoclassico Teatro Regio. Cos'hanno in comune abbazie e monasteri, castelli medioevali, stabilimenti termali in stile Liberty, percorsi di antichi pellegrini, navigazioni sul Po, parchi protetti e curiosi musei come quello del Prosciutto e del Parmigiano Reggiano?Semplice: la poesia. Sì, perché bisogna dirlo subito: il territorio parmense è straordinario per l'intensità delle emozioni che offre. L'ideale sarebbe poterlo girare in auto, prevedendo la possibilità di percorrere un po' di chilometri anche in bicicletta (c'è una pista ciclabile di 50 km lungo il Po) o in barcone sul fiume. Fra tante cose belle da vedere - impossibile citarle tutte - alcune sono da non perdere!

Come Colorno, a 10 km da Parma. C'è una reggia tanto sontuosa, con quel gusto francese e quelle torri angolari, da meritarsi l'appellativo di piccola Versailles. Era la residenza estiva dei Duchi di Parma, e possiede un parco quattrocentesco risistemato all'inglese da Maria Luigia, in parte secondo il disegno originale del '700. Se Colorno era un'oasi di lusso, ecco invece Fidenza, luogo di fede e di preghiere. Tappa romana sulla Via Emilia, fu una delle mete più praticate dai pellegrini medioevali che da tutta l'Europa si recavano a Roma. Il grandioso Duomo romanico (la facciata con le due torri è firmata dal genio di Benedetto Antelami) accoglieva i fedeli con una serie di immagini che raccontavano tutti i miracoli verificatisi in loco, grazie all'intercessione dei santi.L'itinerario più romantico? Per molti è quello dei castelli.A Parma ce ne sono davvero tanti. Alcuni straordinari come i Castelli del Circuito del Ducato di Parma e Piacenza: Bardi, il già citato Colorno, Compiano, Torrechiara, Montechiarugolo, Felino, Fontanellato, Roccabianca, Sala Baganza, Soragna, San Secondo. Dietro a ognuno ci sono storie di amori e amanti, di lotte di potere, di feste e ricevimenti. Fontanellato è una delle tappe del tour. La sua rocca, edificata dalla potente famiglia Sanvitale (XV sec.) con tanto di fossato, cortina merlata e quattro poderose torri angolari, è spettacolare. Al piano terra c'è una saletta, quella di Diana e Atteone, che da sola vale il viaggio, perché quegli affreschi costituiscono il capolavoro del Parmigianino (1523) A Fontallato è stato anche ristrutturato il Teatro del 1868, un piccolo gioiello con due ordini di palchi che può ospitare circa 300 spettatori. Così come un gioiello sono le Terme Berzieri di SalsoMayre Terme. Sono all'interno di un faraonico edifi cio in stile Liberty: gran profusione di ori, decori fl oreali e orientaleggianti. Basta chiudere gli occhi per immaginare il bel mondo dell'Europa Fin-de-Siècle mentre passeggia per i viali della verde cittadina. Non sono certo un'invenzione, invece, i benefi ci effetti dell'acqua termale che sgorga dalla zona. Infine due soste che piaceranno a tutti: il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna, dove c'è anche uno dei castelli più belli del circuito, e il Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma, anche questo a un passo da un altro stupendo castello, quello di Torrechiara. E a proposito di gastronomia, ci sono ben tre Strade dei Vini e dei Sapori, con itinerari e tappe nei luoghi di produzione e negli scorci più belli

REGGIO EMILIA ED I CASTELLI MEDIEVALI 

Il 7 January 1797 nasce a Reggio il Tricolore, futura Bandiera d’Italia. I Teatri, i Musei Civici, La Galleria Parmeggiani, la Basilica della Beata Vergine della Ghiara, la Chiesa di San Prospero sono i principali monumenti.La Sala del Tricolore, progettata nel 1774 da Ludovico Bolognini, architetto e ingegnere ducale,  deve oggi la sua notorietà all'incontro - avvenuto in questa sede il 7 January 1797 - tra i deputati delle città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, durante il quale fu proclamata la Repubblica Cispadana e, su proposta di Giuseppe Compagnoni, adottato il vessillo tricolore scelto nel 1848 come simbolo della bandiera nazionale.Un'apposita legge del 1996 ha sancito il 7 gennaio come giornata della Bandiera, evidenziando così il legame indissolubile fra la nazione e la sua rappresentazione simbolica

Di grande qualità la gastronomia: Parmigiano-Reggiano, Lambrusco e Aceto balsamico reggiano ne sono le eccellenze. Nei dintorni, gli amanti del golf hanno l`opportunità di giocare al Golf Club Matilde di Canossa e alla Fattoria del Golf. Il parco acquatico, nei mesi estivi, delizia grandi e bambini.  "…fiume, valle, gente… E voi lettori credete a un vecchio: non aspettate la vecchiaia per conoscere questi spazi orizzontali sempre irragiungibili e raggiunti, ogni mezzo è buono…"   Così scriveva Cesare Zavattini, poeta e scrittore reggiano, innamorato della propria terra. Bisognerebbe dargli ascolto perché questi luoghi riescono davvero a coinvolgere il cuore, che si tratti della navigazione sopra un barcone sul Po, che ci si inerpichi fra i castelli medioevali di Matilde di Canossa o che si dia soddisfazione ai cinque sensi con le tappe delle due Strade dei Vini e dei Sapori del territorioQuando si arriva al porto fluviale di Boretto sul Po, con la panciuta e rosea cupola di San Marco che si staglia sopra l'imbarcadero, sembra di salpare per la crociera più straordinaria del mondo. All'ormeggio sono attraccate le houseboat cariche di biciclette, i motoscafi cabinati e le motonavi da crociera che poi scivoleranno, lungo i canali e fra i canneti, fino a Mantova, Ferrara e Venezia. O semplicemente punteranno alla scoperta di antichi complessi abbaziali (a San Benedetto Po) o ad una delle aree naturalistiche qui vicino dove si pratica il birdwatching. Il Grande Fiume è uno dei protagonisti del territorio reggiano, così come, al di là della Via Emilia, il protagonista è l'Appennino, con il Parco del Gigante (ora Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano) e le terre di Matilde di Canossa.A Boretto non c'è soltanto il porto fluviale, si può visitare la Basilica minore di San Marco e la Sala consiliare del Comune, affrescata in stile Liberty da Marcello Nizzoli nel 1914. Basta poi navigare per qualche chilometro prima di sbarcare a Gualtieri, le cui vie acciottolate si raccolgono intorno alla splendida Piazza Bentivoglio e al palazzo omonimo. Un gran colpo d'occhio: pianta quadrata di 100 metri per lato, tutta chiusa da palazzi porticati.Nuove emozioni a Guastalla, altra piccola città d'arte sul Grande Fiume: qui splendeva la corte dei Gonzaga, che attirò le presenze di artisti di fama come Guercino e il Tasso. Il Rinascimento ha lasciato una grande scia. Prendetevi un pomeriggio per passeggiare sotto i portici di Corso Mazzini a Correggio e scoprire il Palazzo dei Principi, e se a Guastalla c'erano i Gonzaga, questa per sei secoli è stata la capitale del Principato dei Correggio, famiglia rivale degli Estensi e dei Visconti.Sarebbe un peccato ripartire senza aver visto a Scandiano (secondo centro della provincia) la Rocca Boiardo, un castello rinascimentale ispirato a quello di Ferrara, o senza farsi prendere dall'innegabile suggestione del borgo fortifi cato medioevale di Castellarano, perfettamente conservato; per non parlare poi della magia delle Terre Matildiche, che si incontrano salendo verso l'Appennino.Oltre ai castelli di Matilde, non mancano le "chicche": come il Tempietto del Petrarca, una piccola torre che si incontra a Selvapiana di Canossa ed eretta nel 1839 in ricordo del soggiorno del poeta del 1343, o la struggente e integra Pieve Matildica a Toano. Il primo atto che la riguarda è un diploma dell'imperatore Ottone II: era il 14 October 980 

PIACENZA E LA VIA FRANCIGENA

Città capoluogo ricca di storia, di tradizioni e di sapori. Di origine romana (218 a.C.) è da sempre terra di transito, di inizio e di fine, in posizione strategica tra il Po, la grande pianura Padana e gli Appennini. Soprannominata nel tempo “città dalle 100 chiese e dalle 100 caserme”, queste ultime oggi in disuso, merita sicuramente una visita per i suoi monumenti e le risorse storico artistiche.Fra queste si segnalano in particolare il Gotico (visibile solo esternamente), Piazza Cavalli, il Duomo, il Palazzo del Governatore, oggi sede della Camera di Commercio, il Palazzo del Collegio dei Mercanti, oggi sede degli Uffici Comunali, la Chiesa di S. Antonino, la Chiesa di S. Francesco, la Chiesa di S. Sisto, il Palazzo Farnese, il Museo Civico, la Galleria Ricci Oddi, la Chiesa di S. Savino, la Chiesa di S. Maria di Campagna, il Teatro Municipale e il Collegio Alberoni. La zona rientra nel percorso della Via Francigena e della ippovia "Via Francigena"

Sembra quasi di sentirlo il vento impetuoso che scompiglia i capelli di Alessandro Farnese e la criniera del suo destriero. Lui, il principe condottiero che non poteva permettersi alcuna fragilità, è in sella da oltre 400 anni, nella piazza storica di Piacenza. E chissà se si accorge delle migliaia di visitatori che vengono ad ammirarlo in ogni periodo dell'anno. La vita avventurosa di Alessandro è una delle mille favole che può raccontare Piacenza. Una città unica: sbocciata sulla riva del Po e circondata dalle montagne dell’Appennino. Il luogo perfetto per il passaggio di principi e pellegrini, crociati e templari, commercianti e artisti. Chi ha voglia di scoprirla e cominciare a sognare?  Un tripudio di castelli, rocche, regge e fortezze. È un territorio pieno di incanto quello della provincia di Piacenza, punteggiato da colline che degradano verso la pianura, speroni di monti e una moltitudine di manieri perfettamente conservati. Il tour dei castelli è uno dei fenomeni turistici più interessanti. Un’idea per un week end avventuroso e romantico. Esiste un circuito per visitarli e fantasticare di duchi e castellane che sembra possano apparire da un momento all'altro. La passeggiata di 273 metri sui ciottoli del Ponte Gobbo di Bobbio , più che un'attività fisica, è una vera esperienza mistica. Ad ogni impennata di questo ponte bizzarro e sbilenco, torna in mente la lotta fra San Colombano e Satana.La leggenda vuole che le undici arcate diseguali del ponte siano nate, appunto, a causa della dura battaglia sostenuta dal monaco medioevale. Non a caso il Ponte Gobbo si chiama anche Ponte del Diavolo.Si potrebbero ascoltare per ore le favole di queste vallate.Sempre a Bobbio in Val Trebbia si ricama anche sull'origine della grandiosa e porticata abbazia di San Colombano.Fu fondata su questo sperone nel 614 da Colombano insieme al re longobardo Agilulfo per illuminazione divina. Tanto che divenne subito una meta religiosa internazionale intorno alla quale si sviluppò il borgo storico, con tanto di castello.Completamente diversa l'atmosfera a Grazzano Visconti. Era un villaggio abbandonato, ma fu minuziosamente ricostruito ai primi del '900 intorno ai ruderi di un castello preesistente. Fu Giovanni Visconti di Modrone, padre del regista Luchino, a ricreare, laddove c'era un campo di patate, un villaggio medioevale con tanto di maniero, scuola, falegnameria, fabbro, scuola di ricamo e personaggi in costume. Nel vicino paese di Pontenure svetta il castello di Paterna. È considerato uno dei più interessanti del circuito. Costruito nell'817, fu a lungo proprietà dei monaci di San Savino. Oggi è sede di un'azienda biologica. E sarebbe un peccato perdere la tappa di Castell'Anquato. È un agglomerato medioevale, c'è il castello eretto dai Visconti e il borgo originale tutto in pietra, arrampicato su una collina dell'epoca 21 pliocenica (qui una volta scorreva il Mare Padano) alle pendici dell'Appennino. Splendida la posizione di Rocca d'Olgisio in Val Tidone, verso il confine piemontese: domina la vallata e si erge sopra due torrenti. È uno dei complessi fortifi cati più antichi del piacentino (VI sec.), e dentro c’è anche un bed&breakfast. Addirittura i reali d'Inghilterra sono stati spesso ospiti del Castello di Rivalta a Gazzola (1048) uno dei più seducenti in Italia, per la posizione, a strapiombo sul Trebbia. Abitato dal 1400 dalla stessa famiglia, i conti Landi, è aperto al pubblico che può emozionarsi fra le sale decorate con tanto di salone d'onore e monumentale camino. E c'è anche una chicca per gli amanti della musica: Villa Verdi a Sant'Agata di Villanova d'Arda, acquistata e ristrutturata dal Maestro e dove lui visse dal 1850 fino alla fine dei suoi giorni

RAVENNA E L'APPENNINO

Città d’arte e cultura, città del mosaico, città antica che 1600 anni fa è stata tre volte capitale: dell’impero romano d’occidente, di Teodorico re dei Goti, dell’impero di Bisanzio in Europa. La magnificenza di quel periodo ha lasciato una grande eredità di monumenti, di edifici religiosi decorati con mosaici che sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall`UNESCO. A Ravenna si può passeggiare fra torri campanarie e chiostri monastici, passare dagli affreschi giotteschi di Santa Chiara all’abside barocca di Sant’Apollinare Nuovo. Ravenna è romana, gota, bizantina ma anche medievale, veneziana ed infine moderna e contemporanea, civile ed ospitale, ricca di eventi e manifestazioni di prestigio internazionale. Narra la leggenda che i Bizantini fossero un popolo magnifico e misterioso.Ravenna, la loro antica città, capitale dell'Impero Romano d'Occidente, è proprio così: misteriosa e splendida . Ravenna "superstar" é una delle città cult europee: si viene qui almeno una volta nella vita e da ogni parte del mondo.E non basta un giorno per decifrare - tassello dopo tassello - il mondo pieno di simboli dei Bizantini, attraverso i loro bellissimi mosaici. Unici al mondo

L'entroterra ravennate ricorda un paesaggio rinascimentale con dolci colline punteggiate da antichi borghi. La pianura è ricca di centri storici e artistici. Sulla costa si incontrano i famosi centri balneari, rinfrescati da una pineta naturale lunga molti chilometri. Si potrebbe cominciare a raccontare il territorio ravennate partendo dal punto più alto: proprio dalle colline che si fondono con la Toscana in paesaggi affascinanti in tutte e quattro le stagioni dell'anno. È qui che potrete scovare vallate medioevali con borghi bellissimi. Come Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme. Brisighella è una di quelle cittadine di cui è impossibile non innamorarsi. Non solo perché non è così facile trovare un nucleo medioevale bello e intatto come questo. Ma per l'atmosfera dolce e allo stesso tempo vivace Casola Valsenio è la capitale italiana della lavanda e delle erbe officinali: nel Giardino delle Erbe si coltivano ben 400 specie. Riolo Terme, famosa per le cure dolci con l'acqua, ha un bellissimo castello, aperto al pubblico.Scendendo più a valle, verso la via Emilia, il territorio cambia aspetto. Ecco le piccole città d'arte della pianura romagnola. Sì, sono tutte da vedere e ognuna ha qualcosa di speciale: Bagnacavallocon un centro storico da favola, Russi, con una Villa Romana del II secolo, Lugo con una favolosa e rinascimentale Rocca Estense. E infine Bagnara con una possente rocca quattrocentesca.Il paesaggio muta di nuovo, proseguendo verso il mare. Si incontra quel grande parco naturale che è la pineta, decantata da Lord Byron.Fra Cervia e Ravenna c'è un vero pezzetto di paradiso: una distesa a ridosso del mare di pini marittimi, lecci, salici, orchidee selvatiche che colora il paesaggio. Dalla spiaggia si può sentirne il profumo. A Cervia, grande centro balneare, dalle spiagge larghe e sabbiose basta inforcare una bicicletta (ci sono tanti noleggi) o continuare in auto ed arrivare alle Saline (sono praticamente dentro la città). Una visita alle saline di Cervia, 827 ettari di ambiente protetto e intatto da 2.500 anni, con le loro distese di acqua e di sale è un'esperienza memorabile. Si possono incontrare famigliole di fenicotteri rosa o di aironi cinerini: è possibile avvistarli dalla torretta di Prato Rosa. Nel centro di Cervia, praticamente sul porto, sorgono i Magazzini del Sale. Il sale di Cervia è definito "dolce" perché non contiene potassio che è un cloruro amaro.Oggi gli antichi magazzini sono diventati un contenitore per mostre e per il museo dedicato all' antica lavorazione del sale, effettuata secondo il metodo etrusco (in parte si continua ancora oggi). In mostra c'è anche un cristallo di sale da record di quasi 6 chili

RIMINI E LA RIVIERA

Da 160 anni la città balneare è nei ricordi e nei sogni di generazioni di vacanzieri. Il segreto del suo successo sono la cordialità, la capacità di accoglienza dei suoi abitanti e un territorio che offre assieme 15 chilometri di spiaggia, ma anche 2000 anni di storia e uno scrigno d`arte affacciato sul mare.Qui il mare è un modo di vivere, è la scenografia dei film di Fellini, è il mito del divertimento estivo per tutti i gusti che si rinnova ogni giorno, è la magia del mare d`inverno. Ma prima di tutto questo, Rimini è stata una città ambita e contesa, `capitale` di una signoria, crocevia di culture.Un luogo da conoscere seguendo le tracce imponenti e suggestive lasciate da venti secoli di storia come l`Arco d`Augusto e il Ponte di Tiberio, Castel Sismondo e il Tempio Malatestiano, l`Anfiteatro Romano per terminare con il Museo della città che custodisce il passato di Rimini e del suo territorio, dalla formazione geologica ai nostri giorni, attraverso oltre millecinquecento opere ed il sito archeologico della Domus del Chirurgo, portato alla luce recentemente. Una piccola Pompei nel cuore della città che ha conquistato fama internazionale per i materiali rinvenuti, unici al mondo, e per l’eccezionale stratificazione storica ed urbanistica che testimonia duemila anni di vita della città

E per chi vuole coniugare vacanza e benessere, affacciata sulla spiaggia libera di Miramare sorge RiminiTerme, centro termale all’avanguardia per il benessere del corpo e della mente. Eppure le terre di Rimini hanno un tratto che le accomuna e le unisce tutte: sono il cuore di un'antica regione storica, la Signoria dei Malatesta  

Augustan Age, the hill became the second regio or district of the city, but the fire of 64 AD destroyed the urban fabric of the area, which was then largely claimed by Nero.During the Flavian dynasty, the Colosseum as well as service structures for the events held at the amphitheatre were built at the foot of the hill. The area became more densely developed with magnificent luxury buildings and Septimius Severusrestored Nero’s aqueducts, the remaining arches of which currently characterise the area.The wealthy residences on the Caelian suffered immense damage during plundering by the Goths of Alarico, which took place from 24 to 27 August 410. The devastated lands were later acquired by the Church to build sanctuaries, convents and hospices, which used the pagan remains for their foundations.During the 6th century, the grand San Gregorio convent was built, whereas the diaconate of Santa Maria in Domnica and the Santi Quattro Coronati church were both built during the 9th century.With the devastating fire of 1084, caused by the invasion of Robert Guiscard, the religious and devotional structures located on the hill and its surroundings suffered immensely.The area only began to experience a revival with the construction of noble villas and numerous vineyards at the beginning of the 16th century. One of the most outstanding villas, currently known as Villa Celimontana, belonged to the Mattei family.However, it was during the 1950s that the monastic complex of Santi Giovanni e Paolo al Celio (St. John and St. Paul on Caelian) and the adjacent Romanesque bell tower were restored.Be sure not to miss: San Clemente, Santi Quattro Coronati, Santo Stefano Rotondo, Santa Maria in Domenica, Santi Giovanni e Paolo al Celio (St. John and St. Paul on Caelian), and San Gregorio al Celio (San Gregorio Magno).

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